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Affitti casa:una proposta dell’opposizione

da TRCgiornale scritto da Katia TROMBETTA

“Siccome siamo stufi di essere additati come il ‘partito del no’, cosa che peraltro non è vera, da oggi l’opposizione apre una nuova fase”. I consiglieri comunali del centro-sinistra si sono presentati così questa mattina in conferenza stampa alla sala Cutuli del Pincio, lanciando la prima di una serie di proposte. Quella di oggi riguarda il mercato della casa, con specifico riferimento alla politica degli affitti. La proposta (elaborata con il contributo di Antonio Manunta), come hanno spiegato i presenti (Guerrini, Tidei, Piendibene del Pd, Manuedda dei Verdi e Petrelli di Ambiente e Lavoro) a nome di tutti i gruppi consiliari, prevede la creazione di “un’agenzia comunale della locazione, che abbia la funzione di raccordo tra domanda e offerta di immobili destinabili all’affitto e che svolga, soprattutto,un ruolo di garanzia.

Una delle difficoltà che maggiormente si registrano in città sul tema – hanno spiegato ancora i consiglieri – riguarda anche la diffidenza dei privati che, pur avendo appartamenti liberi, spesso scelgono di non affittarli, per paura di incappare in cittadini morosi”. L’agenzia comunale, quindi, dovrebbe intanto fornire garanzie ai proprietari su questo aspetto. Come? “I proprietari che stipulerebbero questi contratti con il Comune – hanno aggiunto i consiglieri – riceverebbero garanzie per eventuali morosità dell’inquilino, con la possibilità di rimborsi fino a dodici mensilità, previa conclusione della procedura di sfratto. Avrebbero assistenza professionale nella stesura del contratto e, soprattutto, sgravi fiscali importanti, come la riduzione dell’Irpef o anche dell’Ici che grava sulle seconde case, più un incentivo una tantum in riferimento alla durata del contratto stipulato”.

La definizione del canone, che potrà variare a seconda dei casi, sarebbe regolata dalla stipula di un accordo territoriale locale, prevedendo il sostegno ai nuclei familiari con reddito basso o medio-basso, individuati tenendo conto del rapporto tra reddito e canone da versare. Gli inquilini con i requisiti necessari (tra i quali ad esempio anche quello di non essere stati morosi) dovranno fare domanda di accesso all’elenco generale dei potenziali inquilini. Ma quanto costerebbe costituire il fondo di garanzia necessario all’avvio del progetto? Da un minimo di 30 mila a un massimo di 50 mila euro, alla cui costituzione – sempre nei programmai dell’opposizione – dovrebbero concorrere Regione, Provincia, Comune, fondazioni bancarie, enti pubblici e privati. Ognuno poche migliaia di euro, per una cifra complessiva che equivale anche a meno di quanto si pagano spettacoli e manifestazioni. La proposta, come ha evidenziato ancora il centro-sinistra, consentirebbe di arrivare a una fascia sempre crescente di popolazione che, pur non rientrando tra quelli che possono aspirare alla casa popolare, non ha comunque mezzi sufficienti per accedere al mercato degli acquisti, e nemmeno a quello attuale degli affitti, peraltro drogato dalla predilezione degli affitti a inquilini non locali. I consiglieri hanno annunciato che la proposta sarà portata in Commissione Servizi Sociali, con la speranza di un voto favorevole e quindi di un passaggio in consiglio, legando a questi interventi anche il rilancio dell’auto-recupero, pure votato in una delle prime delibere di giunta della quale però si sono perse le tracce. Il centro-sinistra ha poi sottolineato che queste proposte non configgono con la realizzazione di nuove case popolari, invitando di nuovo il sindaco Moscherini a “cessare le ostilità con il presidente dlel’Ater, Gianfranco Di Ludovico”.

Author: Vittorio Petrelli Categories: Senza categoria Tags:
  1. Antonio
    29 ottobre 2009 a 10:29 | #1

    Preciso che l’Agenzia Comunale per la Locazione ( che dovrebbe potenzialmente far parte di un Ufficio per la Casa, con trattazione di tutto ciò che concerne il problema abitativo locale), si rivolge a chi ha appartamenti attualmente sfitti, con dichiarazione di disponibilità a locare a canone convenzionato sino ad un massimo di euro 500,00 mensili. Il rapporto fra canone e reddito deve essere superiore al 30% ( esempio: canone annuale 5.000 euro, il reddito non deve superare i 16.666 euro). SOLO IN QUESTI CASI la consulenza e stesura del relativo contratto di affitto è a titolo completamente gratuito, a favore di inquilini e proprietari. E solo in questi casi è possibile ottenere vantaggi fiscali e incentivi. Lo scopo è di immettere sul mercato della locazione gli appartamenti non locati, ma con i limiti descritti di importo canone e di reddito. Ha finalità sociali e di parziale tutela del territorio così malamente ed eccessivamente urbanizzato. Tutti gli altri casi di metratura e canoni superiori, devono seguire i percorsi tradizionali del mercato libero tramite contatto diretto o agenzie private. I parametri che devono essere rigidamente rispettati altrimenti ci si infilano i furbetti e furboni.

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