La vicenda del ricorso al TAR finisce sul CORRIERE DELLA SERA

Stamane la vicenda del ricorso al TAR per l’esternalizzazione della riscossione dei Tributi che era intenzione dell’Amministrazione Moscherini avviare già dalla fine dello scorso anno, con apposito capitolato d’appalto che fu approvato in Consiglio, è finito sull’edizione romana del Corriere della Sera. Particolare interesse riveste la sentenza del TAR che ha stabilito un massimo del 9% l’aggio per il concessionario.
Una sentenza che fa luce e giurisprudenza nelle vicende tumultuose che vedeno alcuni comuni della provincia di Roma (Anzio, Nettuno) pretendere i soldi versati dai contirbuenti al concessionario che ricordiamo anche nel nostro Comune deve circa 800 mila euro.
Ecco l’articolo:
E il Tar decretò:aggio al 9%
di Fabrizio PERONACI
Dopo la rivolta dei comuni tartassati, le denunce, gli avvisi di garanzia e la sospensione di Tributi Italia dall’albo nazionale, lo << scandalo dell’ICI sparita >> si arricchisce di un nuovo capitolo.
A pronunciarsi adesso è il Tar, con una sentenza molto attesa: l’aggio a favore dell’esattore privato deve essere << pari al 9% >>.
Non un euro in più. Il che, in centri come l’Aprilia, che per anni hanno incredibilmente concesso provvigioni oscillanti tra il 13 e il 75%, fa venire un travaso di bile agli attuali amministratori.
La novità della sentenza del Tar del Lazio (Sezione II ter) arriva a 48 ore dalla nuova riunione presso il ministero dell’Economia chiamato a dire una parola definitiva sul destino di Tributi Italia: mercoledì i tecnici di Tremonti dovranno infatti esaminare la memoria difensiva della società finita nello scandalo << riscossioni facili >>. Per non avere riversato nelle casse di 135 comuni della penisola quasi 90 milioni di euro.
In quella sede la sospensione dall’Albo nazionale decisa una settimana fa potrebbe diventare una cancellazione ad horas. Con conseguenze immediate per gli enti locali che tornerebbero a gestire ICI, Tarsu e Tosap od in alternativa dovrebbero stipulare nuovi contratti.
Ed è qui che si innesta la sentenza nr.11238 del Tar.
A quali condizioni un soggetto privato può subentrare nella riscossione delle imposte?
E soprattutto che tetto porre alla remunerazione (aggio)?
Negli anni scorsi Tributi Italia è riuscita a spuntare commissioni molto alte ma ora, dice il Tar, la musica deve cambiare.
I giudici hanno accolto parte del ricorso presentato dal Movimento difesa del cittadino di Civitavecchia (presieduto da Vittorio PETRELLI) che aveva chiesto l’annullamento della delibera comunale 95/2008 per l’<<affidamento in concessione>> della liquidazione di ICI e Tia (tassa sui rifiuti).
La giunta civitavecchiese, in particolare, aveva predisposto una gara con base d’asta al 20% per la determinazione dell’aggio. E su questo che il Tar pone un <<paletto>>. <<La censura si rileva ammissibile e fondata – scrivono i giudici – in quanto <<l’esternalizzazione>> non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente>>.
Di più: facendo riferimento al Decreto 112/1999 << la riscossione è remunerata con un aggio del 9% delle somme iscritte al ruolo…>>.
Conclusione quel<< bando di gara va annullato>>.
Con buona pace dei tanti comuni come Aprilia, che ancora oggi, in base alle vecchie convenzioni sotto inchiesta, concedono un aggio del 13% (prima era del 30%) e per << il coattivo >> l’evasione recuperata addirittura del 75%.

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