A proposito di rumore
L’estate è iniziata e la movida sta arrecando i suoi problemi di rumore agli abitanti del Pirgo. Un tema quello del rumore e della vivibilità della città a noi molto caro. Ecco perchè pubblichiamo con piacere questo intervento del Sig. Goglia e ci scusiamo per il ritardo.
Spett/le Redazione,
qualcuno ricorda quel paio di fucilate che qualche anno fa un esasperato anziano nostro concittadino “indirizzò” ad un branco di ragazzi che giostravano con i motorini sotto le sue finestre, sordi ed incuranti ai suoi ripetuti richiami a “farla finita” ? E la coltellata inferta al vicino di pianerottolo che insisteva a tenere la TV ad alto volume ? Reazioni estreme, ovviamente inammissibili, ma in certo qual modo comprensibili in un quadro clinico ( fonte O.M.S. ) che trova univoci tutti gli studiosi della materia a confermare che “ l’inquinamento acustico urbano non limita i suoi effetti nocivi solo all’apparato uditivo, ma può contribuire notevolmente a disturbi cardiovascolari, respiratorii e digestivi ed indurre a turbe neuropsicologiche e psicosociali a vari livelli individuali” !
Per stare in tema qui forse non guasta, e specie per gli amanti delle sonorità “estreme”, una “ripassatina” ( stessa fonte O.M.S. ) alle corrispondenze patogene riferite ai vari livelli ( in “decibel” ) di emissioni acustiche. Posto, dunque, che ogni aumento di 3dB equivale ad un raddoppio della pressione sonora, partiamo dal “silenzio” dei 25 dB di una Bibilioteca ; 50 li emette una fotocopiatrice ; a 60 dB siamo già ad una conversazione vicina e continua in toni normali ( effetto : “rumore fastidioso e molesto che può disturbare il sonno o il riposo” ) ; a 70 è come se avessimo un aspirapolvere in funzione a 3 metri da noi (!) ; 80 li troviamo in una strada ad intenso traffico (rumore che disturba ed affatica e può procurare nel tempo danni psichici ed uditivi ) ; 90 è il livello di un antifurto d’auto ; 100 li produce un martello pneumatico ( in questa fascia, se l’esposizione è frequente e non occasionale, si provocano danni psichici e neurovegetativi ) ; se poi saliamo ai 110 di una “normale” discoteca ( pari al motore acceso di una motocicletta vicina !) , il danno fisico all’apparato uditivo prevale , sommandosi agli effetti psichici di turbe e stordimenti…di certo concorrenti alle “stragi del Sabato sera” ! I timpani, infine, si rompono in senso letterale a 120 dB, che, per avere un’idea, sono quelli prodotti da un aereo a reazione in fase di decollo .
Questo è quanto dice la scienza ed ognuno può trarne le sue conclusioni ; specie alla luce di certe sorprendenti ( ma non tanto, se un po’ si approfondisce !) “ordinanze” che pretendono di soverchiarla….A proposito, ma vige sempre (perché non risulta che sia mai stata abrogato ) quel D.P.R. n° 459 del 18 Novembre 1998 (!) che obbliga i Comuni a “zonizzare” acusticamente il territorio fissando per ogni zona i livelli massimi di tolleranza, che nei centri urbani, ad es., non dovrebbero superare i 65 dB di giorno ed i 55 di notte ? (sic!) …. Evviva la “legalità” !
Grazie – Saluti distinti.
Civitavecchia : 22 Luglio 2010
Gennaro Goglia
dalla strada
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