Il Civismo e gli ideali della società civile, così stimati e “corteggiati” quando si tratta di riempire le piazze, così “guardati con sufficienza” quando si tratta di parlare di “progetto politico”.
Roberto Alagna ci parla del tentativo di creazione della Lista Civica Nazionale e del rifiuto dell’Unione di correre insieme alle politiche: uno scollamento dalla società civile che ha portato alla fallimentare esperienza dell’ultimo governo Prodi.
Ce ne parla dalle pagine di un libro che ci giuda per mano nei percorsi che hanno portato alla nascita del progetto ed al suo naufragio, causato dagli ostacoli posti sul cammino di una società civile che “alzava la mano per dire la sua”
Ambiente e Lavoro c’era, sabato 16 maggio, alle ore 18,00 a piazza Navona, alla presentazione di questo libro che parla anche di noi: delle Liste Civiche nate nel nome dell’impegno politico di Cittadini che, stanchi di vedersi sballottati da “mosse politiche” malcomprese e, spesso non guidate da motivi sociali, si alza in
piedi e inizia un percorso ideologico e politico verso una politica di servizio al Cittadino, contro
la politica al servizio di se stessa.
C’eravamo anche noi, così come eravamo a Roma il 16 e 17 novembre del 2003 quando è iniziata la costruzione della rete tra le varie liste civiche italiane.
C’eravamo per testimoniare l’affetto e la stima al padre delle liste civiche italiane, quelle serie,
quelle che non nascono per mere operazioni elettorali.
C’eravamo per dar manforte a quella politica che è rimasta radicata ai cittadini, quella Politica dei cittadini per i cittadini.
Roberto Alagna parla così di se stesso nel libro:
«Ero un cittadino prestato alla politica, ero completamente estraneo alle logiche di partito, cercavo di tutelare esclusivamente gli interessi dei cittadini che amministravo ed ero insofferente verso quei consolidati riti e meccanismi della politica tradizionale.
Ero un civico ma non sapevo di esserlo, e solo molto più tardi ne divenni consapevole». E questa è il ritratto di tutti noi Civici.
L’augurio è che questa forma di impegno possa avere lo spazio e le opportunità necessarie per dare il suo giusto contributo a cambiare le istituzioni del nostro Paese.
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